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maestra di scuola primaria formazione docente riferimenti pedagogici

Maestra di scuola primaria

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LA MIA FORMAZIONE CULTURALE E PROFESSIONALE

Decisione maturata alla scuola elementare: voglio fare la maestra di scuola elementare. Forse perchè mi facevano sempre fare da tutor ai bambini meno bravi e a me piaceva
Educazione cattolica
Devo molto a questo tipo di esperienza: noterete il largo uso che faccio di canzoncine e giochi tipici dell'animazione dei gruppi parrocchiali e campeggi.
Poi studi universitari Scienze dell'Educazione
Sinceramente ho un pò di rigetto perdonatemi. Ho studiato con passione ed avuto il massimo dei voti.
Poi lavorando ho dimenticato tutta quella teoria. Magari fra qualche anno la rispolvero. Nella vita ci sono delle fasi e probabilmente sono in una fare molto operativa e poco rielaborativa.


Gli autori che ho apprezzato maggiormente? Dewey e Vigotzky. Italiana? Maria Montessori e naturalmente Angela Merici (santa, educatrice e...porto il suo nome ) 
Mi sono laureata con una tesi sull'educazione dei sordi e sulla lingua italiana dei segni
Poi 25 anni di esperienza, di fare scuola fra scuola di infanzia (5 anni) specialista di inglese 10 anni e altri 10 come insegnante di scuola primaria


LO SPORT AIUTA LA MENTE

Dopo aver studiato e lavorato tanti anni, attualmente il momento in cui rifletto sul fare scuola è.... mentre faccio sport
E ne faccio tanto
Sport e sofferenza. Tanta. Fatica pura. Ore a pedalare, correre o nuotare. Ore a guardare la riga nera in fondo alla vasca, a contare le bracciate. O guardare la mia ombra che corre sull'asfalto di fianco a me.. E in bici quando la salita è dura e il caldo feroce si scende ad una velocità talmente bassa che i tafani riescono ad appoggiarsi.
In tutto questo il cervello si riposa e produce. Non so perchè ma funziona così. E' il valore della fatica
Rime, musichette, idee. Arrivata a casa cerco di fissare.
La decisione di condividere in un sito quello che so fare è venuta allo stesso modo.. 
Facendo fatica.

INCLUSIVITA' SCOLASTICA, PROGETTAZIONE DIDATTICA, AUTOREVOLEZZA IN CLASSE

Per questo penso che a scuola la fatica sia la benvenuta. 
La fatica nostra di inventarci di tutto, nel fare scuola per aiutare gli alunni, ma anche la fatica loro di stare tranquilli, di impegnarsi, di studiare e ripetere finchè non vedono loro stessi il risultato. Sbagliando si impara, certo ma sei hai sbagliato prova e riprova
Penso siano giuste le verifiche, i voti "brutti" (5 al massimo), le punizioni, le lacrime. Penso che sia giusto proporre tante attività piacevoli, canti giochi, gare...ma che sia altrettanto giusto qualche volta escludere chi si è comportato male
Non lo escudiamo dalla lezione ma dal momento ludico finale. 
Nessun genitore potrà contestare. Nessuna circolare ministeriale impone di cantare o giocare a scuola.

Credo nella scuola inclusiva. Si accolgono i bambini, non i comportamenti scorretti che danneggiano tutta la classe.
Realizzare attività pratiche gestendo contemporaneamente i bisogni di 25 bambini richiede una programmazione didattica dettagiata, chiarezza nelle spiegazioni e un clima di classe disciplinato, un insegnamento autorevole
Anche a costo di sembrare un pò vintage!!

UNA DIDATTICA PER COMPETENZE PER FARE SCUOLA

Mi piace l'idea della didattica per competenze
Ho fatto aggiornamenti detestabili sull'argomento. Parlare di competenze, slide sulle competenze, tutti seduti ad ascoltare le competenze. 
All'uscita da uno di quegli aggiornamenti ascoltavo i colleghi lamentarsi: "Chiacchiere insopportabili". Che dire.....una definizione memorabile. 
A me piace fare e far fareMettere alla prova i bambini, se riesci sei bravo. Riprova. Origami, recite, canzoni con partiture, lavoretti, cartelloni, scatoline, stuzzicadenti. Competenze non vuol dire crocettare una fotocopia e colorare nei contorni. 
Vuol dire darsi un'obiettivo verificabile e raggiungibile con varie strategie.
Trova il tuo modo e raggiungi il risultato.
Rifletti facendo, impara ritagliando, piegando, cantando, recitando, ballando. 
SAPERE PRATICO E SAPERE TEORICO

Occorre superare la svalutazione del sapere pratico: le competenze manuali professionali sono da sempre viste come sorelle minori delle capacità astratte intellettuali privilegiate dalla scuola. Niente di più sbagliato. Non è bastato Galileo Galilei a dimostrare che ogni teoria trova la sua legittimazione nella sperimentazione pratica?
Anche io nel mio piccolo ho sentito la svalutazione di alcune mie peculiarità considerate troppo basse..quei sorrisini di compatimento...ah si è vero che tu suoni la chitarrina... ah si è vero che tu sai l'inglese... ah si è vero che tu fai gli origami, e le recite.... tu che sai di computer. Dietro al saper fare c'è la fatica di chi ha provato, riprovato e imparato. La fatica merita rispetto.

ALUNNI BES E DSA

Lavorando il più possibile in modo attivo e pratico le difficoltà degli alunni dislessici sono molto meno evidenti ed anche gli alunni con abilità divergenti trovano il loro "momento di gloria".
E' riduttivo e demotivante infatti semplificare all'infinito e ridurre le richieste. Gli alunni in difficoltà si "siedono" e aspetttano di essere "imboccati". Meglio invogliarli con giochi, recite, canzoni, gare..in queste attività è vitale diversificare i livelli, quindi ogni alunno troverà stimoli adatti a lui.


 
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